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SostieniCIC!

sostienicic_webVenerdì 12 ottobre, nella splendida cornice di Bohem, la presentazione del libro di Carla Boglioni “Cuochi dell’anima” ha dato il via alla campagna di raccolta fondi a favore del progetto Cartoni animati in corsia (per gli amici CIC)

Per dare un futuro al progetto, Avisco ha bisogno del sostegno concreto di tutti voi! Scopri cosa e come fare nella sezione del sito dedicata alla raccolta fondi oppure contattaci per avere ulteriori informazioni.

Ma prima…scopri che meravigliosa festa hanno organizzato per noi Carla Boglioni e  Germano Landriscina! Avisco ringrazia loro, i soci e gli amici che hanno contribuito all’organizzazione, ma soprattutto i numerosi ospiti che sono intervenuti.

Grazie a Carla Boglioni, Germano Landriscina, Luisa Goglio, Eva Feudo Shoo, Ulrika, Alberto, Claudio e tutto lo staff di Bohèm La Stazione, Vittoria Spirov, Elena Pezzoli, Ornella Giazzi e Kateryna Rychkovy per averci regalato la sua bella foto.

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Da cosa nasce cosa

IMG_0147Abbiamo incontrato per la prima volta Badreddine nel 2015. Lui e suo fratello Mouad, realizzarono una scena di Sono io il più forte, quella in cui il lupo incontra i nanetti. Qualche settimana fa succede che bussiamo alla sua porta in Pediatria. Ora ha 15 anni, è cresciuto ed è bellissimo. Gli proponiamo un pomeriggio d’animazione, ma lui declina molto gentilmente l’invito. Non ci capita quasi mai di insistere quando un giovane paziente ci dice di no, ma questa volta decidiamo di fare un’eccezione. Memori della sua precisione e motivazione, puntiamo i piedi e gli raccontiamo la trama del film in produzione. Ebbene si, ce l’abbiamo fatta, l’abbiamo convinto. Entriamo con il carrello e allestiamo il set, immaginando di dover dare una rinfrescata ai suoi ricordi sulla tecnica.

BEH, CI SBAGLIAVAMO.
Di grosso.

In questi anni Badreddine ha continuato ad animare sia in stop-motion che in traditional animation, utilizzando tablet e tavoletta grafica. Abbiamo girato la scena più popolata della storia di Cartoni animati in corsia, avendo l’impressione di lavorare con un nostro collega. Non solo ha gestito il tutto in modo esemplare, ma ci ha anche fatto una lezioncina! La condividiamo con voi perchè potrebbe essere utile a chi muove i primi passi in questo campo…

E con infinita gioia nostra ci ha inviato, via whatsapp alcuni giorni dopo, alcune esercitazioni in disegno animato. In fondo in fondo, piccolo piccolo, c’è il pensiero che il nostro laboratorio di 4 anni fa, durato solo un pomeriggio, in un momento particolarmente difficile per i due fratelli, abbia contribuito ad accendere una fiammella di passione per questo linguaggio dalle infinite possibilità espressive.

GRAZIE!

 

 

 

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Un usignolo che ero io

Jem di CaterinaOggi pubblichiamo un testo speciale. Non lo abbiamo scritto noi, ma la nostra paziente animatrice Caterina.

Un giorno qui in ospedale mi hanno fatto una sorpresa. Le infermiere con i dottori mi hanno portato al cinema all’interno dell’ospedale. Io credevo di vedere un film di Walt Disney invece hanno proiettato i miei cartoni animati così mi sono vista sul grande schermo. Si trattava di un cartone animato, come protagonista ho scelto Jem, una cantante bella e strabiliante che balla il rock and roll. La sua voce l’ha interpretata un uccellino, un usignolo, che ero io. Che emozione!

Caterina

Grazie alla maestra Erminia per aver raccolto queste parole ed avercele recapitate.
Grazie ai genitori di Caterina che l’hanno sostenuta con discrezione e delicatezza anche nel suo percorso alla scoperta di questo nuovo linguaggio cn cui raccontarsi.
Grazie all’usignolo Caterina per queste parole. Ci rivedremo presto per finire il tuo film e scoprire che incredibili concerti Jem regalerà ancora al suo pubblico!

Volete saperne di più su questa proiezione speciale? Leggete l’articolo che racconta come è nata l’idea e perchè.

 

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Quando vai al cinema e scopri che il film in programma è… il tuo!

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Caterina è ricoverata nel Reparto di Pediatria da molto tempo. Ieri pomeriggio, grazie ad un permesso speciale accordatole dai suoi dottori, è salita sul suo lettino ed insieme alla mamma Lara ha fatto un piccolo grande viaggio verso la sala cinematografica dell’Ospedale dei Bambini. Dalla sua camera al primo piano, tutti i giorni vede le pareti del nuovo “pezzetto” prezioso di Ospedale e forse tante volte si sarà chiesta: ma cosa ci sarà lì dentro?

In questo ultimo periodo, grazie al consiglio prezioso di Erminia, la sua maestra ospedaliera, abbiamo lavorato spesso con lei. Pomeriggi intensi, in cui la giovane paziente animatrice si è data anima e corpo alla realizzazione dei suoi piccoli film ed ha preteso da noi altrettanta energia e concentrazione. Proprio come una regista navigata, ha saputo creare un’atmosfera collaborativa, ludica e motivante per tutto il team, massimizzando i risultati. Molto importante il supporto dei suoi genitori che dandole il giusto mix di autonomia e sostegno, l’hanno accompagnata in questa prima parte di percorso alla scoperta di un nuovo linguaggio espressivo: il cinema d’animazione.

Beh, ieri le abbiamo fatto una sorpresa.

Caterina ha scoperto che sarebbe potuta andare al cinema solo ieri mattina, ma il film in programmazione nessuno glielo sapeva dire…ma che strano! Solo quando le luci han fatto il buio in sala ed è partita la proiezione, ha realizzato che i film in programma erano i suoi!

Quando le luci si sono riaccese ha eslamato: BELLO! BELLI TUTTI! Il suo primo pensiero è stato fare i complimenti alle ragazze del Reparto di Neurpsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza che insieme a lei erano in sala per vedere proiettato il frutto del loro lavoro. Poi ha dichiarato che fare un film animato non solo è divertente, ma è anche una gran fatica. Nicole, che ha contribuito a realizzare diversi film (di cui vi parleremo nel prossimo post!) le ha dato subito ragione e con gran tranquillità ha voluto proporre al pubblico una vera e propria simulazione della tecnica della Pixilation.

La proiezione è stata organizzata in velocità record grazie alla collaborazione attenta ed entusiasta di tutte le persone coinvolte nel progetto, che ci fa piacere nominare e ringraziare per nome: Maria Elena Troncatti – Responsabile del Reparto di Pediatria, il prof. Plebani – Primario che segue le cure di Caterina, Patrizia Bevilacqua e Giulia Piccinelli, presente in sala in rappresentanza della Direzione, Marta Ocampo Ansia – Responsabile NPIA, le educatrici Elena Bresciani ed Elena Guatta, gli insegnanti Erminia Marchini e Attilio Plodari insieme alle colleghe della Scuola in Ospedale. A loro si aggiungono Tomaso Quilleri per la Fondazione “Emanuela Quilleri” ONLUS che ha reso DAVVERO speciale l’evento, Magda Pallavicini e Chiara Tiberti che hanno curato gli aspetti organizzativi (anche durante il fine settimana!), il signor Antonio, impeccabile proiezionista e la volontaria Isa, che ci hanno accolti con gran gentilezza.

Grazie e…ALLA PROSSIMA 😉

Irene Tedeschi

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Operazione CIC

Chissà chi saranno i giovani autori (pazienti animatori) di oggi? Sono proprio curiosa di scoprirlo!

I laboratori di Cartoni Animati in Corsia 2018 sono iniziati da qualche mese ma la trepidazione è sempre quella. Ogni giorno è come se fosse il primo e bisogna fare in modo che tutto sia al suo posto. Per questo motivo ogni volta è necessario curare la fase di preparazione, ovvero i dietro scena di questo progetto.

Per fare un cartone animato è necessario avere un pizzico di fantasia e tanta tanta pazienza, ma ci sono strumenti specifici che non possono mai mancare. Dunque per ogni incontro occorre fare il punto della situazione, proprio come si prepara la cartella di scuola:

Casetta dei cartoni? c’è.

Matite, pastelli, forbici ci sono.

Patafix? In grandi quantità.

Computer, webcam e videocamera sono nello zaino.

Liberatorie stampate..

I cartoncini sono già stati divisi per colore e dimensioni e collocati nei rispettivi faldoni.

Ottimo! Ora che è tutto pronto, si parte, destinazione H (ospedale).

Una volta arrivata mi rifugio nella stanza dove mi aspettano i colleghi. Insieme trasferiamo tutto l’occorrente sul nostro “mezzo” personale. Un carrello molto speciale ben equipaggiato per ogni evenienza. Indossiamo i camici arancioni, indossiamo il nostro badge di riconoscimento e quando tutto è al suo posto possiamo metterci alla guida e raggiungere il reparto.

Ma non è ancora finita. Prima di incontrare i giovani animatori è necessario curare un passaggio importante: disinfettare ogni oggetto che entrerà in contatto con gli autori. Quindi tra una spruzzata e l’altra e con olio di gomito procediamo con la pulizia… Poi ultima passata di straccio e… finalmente “cic” si inizia!

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Il personaggio preferito di Gioele

2018-05-01 13.00.29Ci è giunta voce di moltissimi appassionati spettatori dei Cartoni animati in corsia, che consumano il dvd a forza di volerlo vedere e rivedere sulla tv di casa. Forse l’estetica, lo stile comunicativo e la narrazione degli autori bambini affascinano i giovani spettatori, che trovano un’immediata e naturale simbiosi con i film realizzati dai loro coetanei? Vista anche la risposta degli studenti delle primarie Calini e Manzoni, crediamo proprio che valga la pena indagare questo tema così interessante.

Così oggi siamo felici e onorati di pubblicare questo bellissimo disegno di Gioele (5 anni), che ha voluto farci sapere che il suo personaggio preferito è l’ormai celeberrimo Hugo the cactus. Noi lo ringraziamo di cuore e sveliamo per l’occasione anche un piccolo segreto…

Gioele, insieme a sua sorella Beatrice, nel 2015 ha dato la voce a quel simpaticissimo gruppetto di nanetti che il lupo protagonista di Sono io il più forte incontra nel bosco. Quale miglior occasione per rivederlo (e riascoltarlo)?

Grazie Gioele e grazie anche alla tua mamma per averci fatto un regalo così bello. Continua a vedere i Cartoni animati in corsia (con moderazione, mi raccomando) e inviaci altri disegni!

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Spettatori zero: i genitori

CIC_1Salvo quando segue altre cifre, lo zero non conta un bel niente. Eppure lo spettatore zero è uno spettatore privilegiato, il primo in assoluto. Lo spettatore zero assiste alla nascita del film e lo vive come work in progress, e se assiste anche alle riprese può cogliere elementi che rimangono fuori dall’inquadratura: lo sguardo che si illumina, l’espressione concentrata, una risata o un sospiro del giovane animatore. Dello spettatore zero ci si può fidare, è da lui che ci si aspetta un giudizio appassionato e coinvolto.

La curiosità è spesso il motore che spinge bambini e i ragazzi a sperimentare la tecnica del cinema d’animazione, ma l’esperienza diventa da episodio isolato un vero e proprio percorso grazie al piacere di vedere il risultato del proprio lavoro e all’incoraggiamento da parte di chi ha assistito alla produzione.

Insomma dietro ad ogni giovane paziente animatore c’è un nutrito gruppo di supporters. Tra questi, in prima fila – affiancati da nonni, zii, amici e insegnanti – ci sono i genitori. Gli stessi che hanno aiutato bambini e ragazzi a muovere i primi passi, assistono curiosi alla creazione dell’illusione del movimento attraverso un set d’animazione portatile. Molti rimangono in silenzio, un poco in disparte o ci chiedono qualche minuto per andare a bere un caffè, altri partecipano entusiasti alla fase di ideazione e realizzazione dei personaggi, mettendosi a disposizione come manovalanza.

In ogni caso il loro contributo alla riuscita di un incontro di laboratorio è fondamentale.  Si mettono in ascolto e lasciano che i loro figli, se lo desiderano, possano esprimersi attraverso la tecnica e il linguaggio del cinema d’animazione.

Fino ad oggi di genitori così ne abbiamo incontrati oltre 500. Questi, senza titoli, né formazione professionale specifica, esercitano il mestiere più difficile del mondo, in una condizione di particolare fragilità dovuta alla malattia e ai limiti che le terapie comportano. Giorno dopo giorno sono chiamati a prendere decisioni delicate e ad assistere al percorso di cura facendo fronte alle preoccupazioni e alla stanchezza a cui talvolta si aggiungono la fatica di vivere lontano dal proprio paese di origine, di confrontarsi con una cultura diversa dalla propria, imparando una nuova lingua.

Avere energie e coraggio per arginare le preoccupazioni e fare spazio invece ad esperienze che possano coinvolgere positivamente i propri figli non è cosa da poco. Non sempre la fiducia prevale su stati d’animo di segno negativo ed è facile che le paure alzino barriere invisibili. Con questa consapevolezza, ripensando alla strada fatta dal 2012 ad oggi, come operatori del progetto Cartoni animati in Corsia, siamo grati a tutte le mamme e i papà (nonni, nonne, zii, fratelli, sorelle etc) che hanno accolto con favore la nostra presenza in corsia, che hanno visto nei laboratori di produzione un’occasione di crescita e scoperta (per i figli e per se stessi), come un’opportunità per uscire dall’isolamento e dal tempo senza tempo del ricovero.

Da questa capacità resiliente dei genitori di cercare e trovare uno spazio da dedicare a se stessi e al benessere dei propri figli durante l’ospedalizzazione, sono nati i primi percorsi personali e altrettanti film che hanno saputo parlare attraverso le immagini e i suoni ad altri grandi e piccoli spettatori, in corsia, al cinema sul grande schermo in città, nelle scuole, nei festival internazionali.

Decisivo per gli stessi il ruolo di messaggeri – nel passaparola con gli altri genitori in corsia  e non, nel diffondere notizie dettagliate sul laboratorio parlando al telefono con gli altri membri della famiglia – e di traghettatori dall’ambiente ospedale al fuori (scuola, casa, il contesto sociale) come il cinema dove a distanza di qualche tempo vengono proiettati i film realizzati o i festival che invitano i giovani autori a presentare il proprio lavoro.

Ora che i laboratori sono tornati in corsia per il settimo anno consecutivo, possiamo proprio dirlo: senza questi silenziosi (e invisibili!)spettatori zero non avremmo potuto intraprendere un così lungo e affascinante viaggio. 

Silvia Palermo