0

Cosa emerge dall’emergenza?

Dopo una serie un po’ rocambolesca di collaudi tecnici, venerdì 17 luglio si tiene il primo laboratorio di CIC in Touch. In ospedale, in una saletta dedicata, sedute dietro un grande tavolo riunioni ci sono Vittoria, Maria e Marika, tre ragazze di 15 anni.

Ognuna ha davanti a sé un ipad con custodia azzurra. Nella stanza con loro le educatrici Elena e Lidia. Al di qua dello schermo ci sono io, mi trovo nella sede operativa di Avisco, al MO.CA – Centro per le nuove culture, eppure quando dico “Benvenute!” non so più esattamente dove mi trovi. Mi sento in orbita, una specie di assenza di gravità mi solleva da pesi fino a un attimo prima schiaccianti. Questo è solo il primo passo di un cammino, sappiamo che non sarà facile o privo di inciampi, ma partire per questo viaggio era la nostra più improbabile meta e invece ce l’abbiamo fatta! Incredibile ma vero.

Cosa poi posso dire dei passi successivi? Per dirla con un gioco di parole “Cosa è emerso dall’emergenza”?

Paura
Quella di un appuntamento al buio prima di iniziare e poi quella che qualcosa vada storto. All’inizio la qualità dell’audio non era buona e le espressioni dei volti non mi aiutavamo per l’obbligo per educatrici e pazienti di indossare la mascherina. La sensazione di essere appese ad un filo è tangibile: la connessione alla rete internet rappresenta la condizione per essere insieme e non dipende da nessuna di noi. Nemmeno l’energia elettrica è scontata

Energia (vitale)

Le ragazze non sono rimaste immobili e silenziose come sfingi e quando ho proposto loro di iniziare a sperimentare il disegno in fase, la vivacità e la qualità delle loro risposte ha reso evidente il bisogno e la capacità di ognuna di mettersi in gioco e di esprimersi. Ecco il motore del lavoro di gruppo.

Determinazione
Tratto che non si associa facilmente a chi vive una condizione di fragilità, eppure è spesso emerso. Gaia sceglie questa parola e la rappresenta con un omino ai piedi di una gradinata. Nell’animazione l’omino inizia a salire, poi cade all’indietro, si rialza e ricomincia a salire con un piglio estremamente deciso.

Immersione.
Faticoso? No, sudato. Le mie magliette avevano sempre un giromanica pezzato alla fine dell’incontro e non solo per l’effetto del caldo estivo. Avevo bisogno di almeno mezz’ora di decompressione per uscire: lo switch on/off della videoconferenza non è ottimale per congedarsi da un’esperienza di laboratorio coinvolgente come questa.

Insieme a distanza
Quando ogni ragazza è intenta a realizzare l’animazione, anche se è seduta allo stesso tavolo di lavoro delle altre sembra sola. Gli ipad possono sembrare confini scomodi, ostacoli al lavoro di gruppo. Ma come può esserci identità di gruppo se prima ad ognuno non è riconosciuta la propria identità?Si lavora ad un progetto comune, utilizzando il cloud per condividere e scambiare materiali. Siamo insieme anche grazie all’aiuto e alla complicità delle educatrici, che illuminano le zone d’ombra e fanno emergere le criticità per poterle risolvere.

Silenzio (spazio al disegno animato)
I codici della comunicazione a distanza sono in parte ancora indefiniti, li abbiamo collaudati e fatti nostri strada facendo: ad esempio abbiamo recuperato il gesto del pollice all’insù per segnalare quando un’operazione era fatta. Il silenzio sembrava non aver cittadinanza in questo spazio. Invece, soprattutto in un paio di incontri individuali, mentre le ragazze disegnavano, ho avvertito la necessità di rispettare il silenzio.

Tetris e flessibilità
Se i problemi tecnici nel corso dell’esperienza sono diminuiti, quelli di ordine organizzativo sono rimasti a farci compagnia. Il calendario degli incontri è legato ad una serie di incastri: la disponibilità della sala, delle educatrici, gli impegni delle pazienti legati alle cure, la loro condizione di salute, il permesso che devo ricevere per uscire dal reparto. Il lavoro dell’equipe tutta diventa allora simile a Tetris, un videogioco in voga negli anni ’90. Prontezza e flessibilità sono fondamentali.

Effetti speciali
Terminata l’animazione in digitale, il primo fotogramma viene preparato per la stampa. Presto potremmo vedere l’animazione con la Realtà Aumentata. Wow! Non vediamo l’ora. Nel frattempo alcune ragazze sono state dimesse e riceveranno a casa i materiali. Chissà se vedendoli sorrideranno. Immaginarlo non è facile. Per la prima volta dopo un’esperienza di laboratorio la sensazione di avere conosciuto qualcuno non è legata all’immagine di un volto. Se terminata l’emergenza Covid incontrassi per strada Maria, Marika,Vittoria, Gaia, Giada, Giulia, Chiara o Nicole non le riconoscerei.

I nostri sguardi non si sono veramente incrociati (la video conferenza non lo consente), i loro volti li ho in parte inventati

Silvia Palermo
Conduttrice dei laboratori

0

Marika racconta i nuovi laboratori

CIC in TOUCH muove i primi passi insieme a Vittoria, Maria, Marika e Gaia. Il mercoledì e venerdì pomeriggio le giovani pazienti escono dal reparto accompagnate dalle educatrici e con un carrello carico di dispositivi digitali raggiungono la biblioteca del terzo piano. E a quel punto che succede?

Scopritelo attraverso la viva voce di Marika!

«Nonostante abbia partecipato per poco tempo al progetto, è stato molto piacevole e divertente. Non avevo mai sperimentato questa tecnica né partecipato ad un laboratorio simile prima di questo. Durante il ricovero avevo già sentito parlare del progetto dei cartoni animati, che a causa Covid quest’anno non ci sarebbe stato. Successivamente dalle educatrici ci è stato detto che sarebbe iniziato in modo un po’ diverso da quelli precedenti. Il laboratorio è stato svolto con iPad e Apple pencil e ci è stato fornito tutto il materiale. Per i primi due incontri è venuta Irene ad assisterci, con Silvia in remoto. Negli incontri successivi c’era solo Silvia in remoto. Abbiamo iniziato a sperimentare e a conoscere gli strumenti, ci hanno spiegato in cosa consisteva il progetto e quale sarebbe stato il risultato. Nell’ultimo incontro a cui ho partecipato abbiamo esposto la nostra idea per l’eventuale lavoro definitivo. 

È stato molto divertente utilizzare tutti gli strumenti, ti sentivi molto professionale anche a fare qualcosa di molto semplice. Anche il resto dell’attrezzatura è stato abbastanza semplice da utilizzare e non ci sono stati grandi problemi a livello di connessione o funzionamento. È stato inoltre piacevole lavorare in gruppo con le altre ragazze, perché eravamo particolarmente unite e ci è risultato anche semplice trovare un accordo per il risultato finale, ognuna esprimendo una caratteristica. Mi sono trovata bene anche con le educatrici che hanno saputo imparare velocemente come utilizzare le varie attrezzature (nonostante il timore iniziale) e con le operatrici di Avisco, molto simpatiche e pronte ad aiutarti. 

Nonostante inizialmente fossi un po’ scettica sul progetto (sono sempre stata negata nel disegno e non è mai stata una attività che mi interessava) è stata comunque una bella esperienza che ha aiutato a rendere più piacevole la permanenza in ospedale. Ho potuto sperimentare questa tecnica che ha “formato” un po’ i cartoni della mia infanzia. 

Ringrazio Avisco per aver dato l’opportunità di sperimentare qualcosa di nuovo e innovativo.»

0

Quest’estate Cartoni animati in corsia diventa…

Ri-par-ten-za.

È la parola magica di queste settimane. C’è chi si appresta a far vacanza, magari senza spingersi troppo lontano, e chi ha ripreso più o meno in sordina a lavorare, in salita e con parecchie precauzioni in più. Pian piano ci riprendiamo spazi che ci sono stati preclusi per un po’, e questo, tra mille titubanze, ci rende anche piuttosto felici.

E i giovani pazienti animatori, che sono sempre nei nostri pensieri?

Beh, per loro la faccenda è un po’ diversa: nei reparti dell’Ospedale dei Bambini le attività ludiche, ricreative e di sostegno garantite dalle numerose associazioni che operano presso il Presidio degli Spedali Civili di Brescia sono ancora sospese, e lo saranno per tutta l’estate.

Sapete come dice il proverbio: “Se Maometto non va alla montagna…”. Insomma, se non si possono fare i laboratori in modo tradizionale, e non ci si rassegna all’idea di interrompere un progetto che ora più che mai può diventare strumento di espressione, socializzazione e slancio verso il futuro, ecco che la creatività e la tecnologia ci vengono in aiuto.

È così che quest’estate Cartoni animati in corsia si trasforma e diventa “CIC in Touch”.

CIC come “Cartoni In Corsia”. Touch come tocco, contatto, ma anche touch screen: saranno infatti dei nuovissimi e coloratissimi iPad messi gratuitamente a disposizione da C&C Spa, Apple Premium Reseller che si distingue nel panorama nazionale anche grazie alla sua specializzazione in ambito Education, a permetterci di realizzare con i giovani pazienti del Reparto di Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza dei laboratori di animazione a distanza, che avranno inizio a metà luglio proseguendo fino alla fine di settembre.

Gli operatori Avisco si collegheranno in videoconferenza con un piccolo gruppo di ragazzi e ragazze, coordinato in presenza dal team di educatrici del Reparto e… beh, non vogliamo spoilerare troppo, perché ci sono grosse sorprese in vista.

Grazie alla collaborazione con la start-up milanese ARIA – The AR platform i video realizzati usciranno dalle mura ospedaliere in forma inedita e assolutamente sorprendente: la realtà aumentata. Basterà infatti scaricare sullo smartphone o il tablet l’omonima applicazione gratuita ed inquadrare le immagini realizzate dai giovani pazienti, stampate su cartoline, t-shirt, adesivi, locandine per vederle in movimento, come in una vera e propria magia. Questa tecnologia all’avanguardia, ma di semplice fruizione per il pubblico, apre la strada ad innumerevoli possibilità artistiche di diffusione dei risultati, che andranno temporaneamente a sostituire il grande schermo del cinema.

Fondamentale la collaborazione con la Direzione ospedaliera e con il personale del reparto, che in un momento così delicato ha saputo mettere in campo strategie organizzative per garantire le condizioni necessarie allo svolgimento di un’attività dal carattere fortemente innovativo e sperimentale.

Insomma, finalmente si ricomincia, con l’entusiasmo di sempre, e anche con un pizzico di curiosità e difficoltà in più.

Let’s CIC in touch!

Il Progetto è sostenuto da Fondazione Alessandra Bono e Fondazione ASM. Ringraziamo per il contributo anche l’associazione L’Arcobaleno di Nicole e tutte le aziende ed i singoli cittadini che hanno deciso di far parte del nostro progetto. Un grazie particolare a Cascina Clarabella, ormai da anni al nostro fianco in questo entusiasmante percorso. La raccolta fondi per proseguire con i laboratori anche dopo l’estate è tuttora in corso. Scopri QUI tutti i modi per sostenere il progetto e QUI chi ha scelto di sostenerci

Immagine
0

Per fare mille cartoni animati

5x10001

5 per mille bambine e bambini
5 per mille ragazze e ragazzi
5 per mille stanze, famiglie, storie
5 per mille sguardi
5 per mille suoni e colori
5 per mille fotogrammi
5 per mille film
5 per mille sorrisi

5 per mille cartoni animati in corsia
5 per mille ad Avisco!

Inserisci nella tua dichiarazione dei riedditi il CF 98039330174

I progetti che meritano sostegno, anche loro sono mille!
Come mille sono le ragioni che ci portano a una scelta. Se siete curiosi di sapere quanto ha raccolto la realtà che avete deciso di sostenere nel 2018 trovate i dati QUI. Avisco è a pagina 452, su un totale di 1722.
Niente male… eh?

Nel 2018 abbiamo raccolto 2.639€, donati da 75 persone che vorremmo (e potremmo!) ringraziare una ad una.

Per noi è un risultato molto importante, ma è ancora troppo poco. Abbiamo bisogno di più sostegno, soprattutto da parte delle cittadine e dei cittadini bresciani, soprattutto in questo momento in cui l’emergenza sanitaria sta incidendo in modo drastico sulla qualità della vita dei giovani pazienti e delle loro famiglie.

Perché dunque devolvere il 5xmille proprio ad Avisco?

Il progetto ormai lo conoscete e forse molti di voi conoscono personalmente i giovani pazienti animatori che hanno partecipato ai laboratori in corsia o gli operatori del progetto. In questi mesi di stop forzato abbiamo messo in cantiere nuove proposte per poter realizzare laboratori con i giovani degenti anche da remoto, che speriamo di riuscire a inaugurare a breve.

Naturalmente ci rendiamo conto che ci sono tantissime iniziative interessanti da sostenere, e che scegliere è molto difficile.

Quello che possiamo dirvi con assoluta certezza è che, nel nostro caso, ogni singola firma farà la differenza.
Non per modo dire, la farà REALMENTE.

0

Tutto fermo? Eppur si muove!

cic desiderioEd eccoci qui, dopo molto silenzio, in una bella giornata d’aprile: ci è sembrato giunto il momento di farci risentire e di risentirvi… è primavera! La più strana primavera da molto molto tempo in qua, in un momento storico che ha cambiato le nostre vite limitando drasticamente le possibilità di contatto, costringendoci a soluzioni “creative” per poterci sentire vicini, e che ancora non sappiamo fin dove spingerà i nostri pensieri e le nostre emozioni.

Cartoni animati in corsia, come tante altre attività, sta in quarantena.
Ma se vogliamo essere proprio precisi precisi, una piccola pausa di riflessione era già stata messa in conto da prima che scoppiasse l’emergenza COVID. Qualche mese per lavorare sul progetto migliorandone l’organizzazione e le proposte, ragionare sui punti di forza e le criticità, raccogliere fondi e tornare all’opera ancora più motivati e creativi.

“Ma intanto che nelle nostre giornate di quarantena fervono i preparativi – ci siamo chiesti – come se la passano i giovani pazienti? Che impatto avranno avuto le disposizioni di distanziamento sul loro tran tran quotidiano?” Tutto sotto controllo, ci hanno tranquillizzato, però anche loro sono un po’ più soli e annoiati, perché le lezioni si tengono a distanza e tutte le attività “in presenza” sono naturalmente state sospese.

Questo ci ha stimolato a inserire tra le molte riflessioni che stiamo sviluppando sul progetto anche una “new entry”: vedere se sia possibile mettere in campo un’attività legata all’animazione o al video realizzabile però da remoto con i giovani pazienti. Per ora è solo un embrione di idea, ma intanto le rotelle girano, girano, girano… sentite il rumore? 😉

Approfittiamo di questa uscita (si fa per dire!) primaverile per introdurre un piccolo restyling grafico della testata del blog, che ci accompagnerà con amici sempre diversi in questo nuovo nostro e vostro percorso.

Per ora ciao! A presto

0

I film sono on-line!

Tutti i film realizzati nel 2019 sono visibili sul canale Vimeo di Avisco oppure qui, nel nostro blog. Ogni cortometraggio è seguito dalle immagini di making-of che raccontano come le piccoli e grandi storie raccontate si sono trasformate da immaginazione ad immagine!

Volete organizzare una proiezione dei film CIC? Un evento di raccolta fondi? Non esitate a contattarci!

0

Save the date!

CICgenn2020-EVB copiaTopon è il protagonista del film Topon.
Topon è un pianeta, una razza aliena e forse anche un tipo di formaggio.
Topon è un pezzo di cartoncino. Pardon… è un insieme di pezzi di cartoncino, tenuti insieme dalla patafix, che compongono il personaggio che quest’anno ha l’onore e l’onere di rappresentare tutti i personaggi e le storie nate nel corso del 2019 dentro la casetta dei cartoni (e nei dintorni…).
Topon è stato inventato, costruito da Emma e Arianna, che insieme a numerosi compagni di avventura lo hanno animato, sonorizzato e montato.
Dovete sapere che Topon ha una grande passione per il t… eh no, dai! Non esageriamo.

Se vorrete fare la sua conoscenza appuntatevi sull’agenda una data importante

Giovedì 23 gennaio alle ore 18:30 al Nuovo Eden saranno proiettati in anteprima tutti i film nati in corsia nel corso del 2019!

Come sempre l’ingresso è gratuito e tutti possono partecipare, ma è obbligatorio prenotare. Quest’anno abbiamo scelto di usare una piattaforma on-line che permette di registrare la propria presenza in modo semplice e veloce.

Cliccate QUI per assicurarvi la poltrona… e attenzione che magari potreste essere seduti a fianco dei giovani pazienti animatori, autori dei film in programma!

0

Il Fiore sognatore ed il dinosauro Mauro partono per il Brasile!

Con grande soddisfazione oggi vi diamo una bellissima notizia. I film “Il fiore sognatore” e “Il dinosauro Mauro”, realizzati dai giovani pazienti animatori nel 2017 e 2018 sulla base dei testi vincitori del Concorso “Dall’aula alla corsia”, sono stati selezionati al Pequeno Cineasta Intenational Film Festival, che si svolgerà a Rio de Janeiro nel mese di ottobre 2019.

Su 344 film arrivati da tutto il mondo, solo poche decine hanno passato la fase di preselezione. Non si tratta (ancora) di un premio, ma dal nostro punto di vista è già un importante riconoscimento del lavoro degli autori dei testi, delle animazioni e della colonna sonora.

Non è la prima volta che i film nati nei reparti dell’Ospedale dei Bambini sono selezionati, proiettati e premiati in festival nazionali e internazionali, dal DUFF di Dubrovnik al Rolan International Film Festival, dal Sottodiciotto Film Festival di Torino a Corti a Ponte, dal VAFI di Varazdin al Bergamo Film Meeting.

Queste occasioni sono importanti per i giovani autori perchè permettono ai loro film di arrivare ad un pubblico più vasto. La dimensione pubblica ed internazionale che il frutto del loro lavoro assume con la distribuzione fuori dalle mura dell’Ospedale, è un ingrediente molto importante del nostro progetto, che ha come obiettivo la messa in contatto (in circolo!) di dimensioni che spesso nelle esperienze di ospedalizzazione rischiano di scollegarsi. Il dentro ed il fuori è una di queste, insieme alla dimensione temporale del passato, del presente e del futuro. Lavorare sul proprio letto, nella propria camera, nella saletta comune e sapere che sto raccontando una piccola/grande storia che arriverà così lontano, parlando a tante persone di lingue e culture diverse, è un grande stimolo al mettersi in gioco e contribuisce a sentirsi parte di un mondo che va oltre al piccolo spazio in cui vivo durante i giorni del ricovero.

0

Vieni in vacanza con noi!

In estate i ricoveri sono ancor più noiosi? Vieni in vacanza con noi!

Puoi viaggiare nel passato oppure nel futuro, in nave treno o barca e, perchè no? Anche su razzo interstellare! Le mete preferite rimangono mare e montagna, ma c’è qualcuno che ha scelto la luna per una tintarella argentata. Se non vuoi uscire dalla città c’è il parco sotto casa e lì puoi giocare con le Winx, gli unicorni oppure i tuoi compagni robot. E anche se vuoi rinunciare alla vacanza per fare compagnia al tuo cagnolino che…povero… è finito in ospedale e ha bisogno di qualche flebo, puoi sempre fare una bella partita a scacchi insieme a lui, ma attenzione che non si mangi tutte le pedine!!!

Se ti è venuta la curiosità puoi contattarci via mail a info@avisco.org oppure via whatsapp al numero 3395916232. Possiamo organizzare un laboratorio su misura per te ed accompagnarti, se non proprio in vacanza, in un viaggio alla scoperta del cinema d’animazione!Ovest_Maiuna_7