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Isaia e i suoi 4 fratelli

Venerdì abbiamo lavorato in Pediatria Est con Isaia e il suo papà. Ecco a voi un fotogramma della loro animazione: Isaia in rosso e i suoi 4 fratelli in giallo. Sono tutti lì in fila, in una giornata di cielo azzurro terso, ad aspettare il loro mitico camper!

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i CIC al BFM!

i CIC al BFM!

TA TA TA TAAAA! Bergamo Film Meeting ha usato un frame di Pezzetti come immagine di Kino Club, la sezione dedicata al pubblico più giovane. Siamo felici e onorati anche perchè, come l’anno scorso, i cartoni animati in corsia sono entrati a far parte del programma del festival e dovreste vedere che belle pagine nel supercatalogo…

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Cartoni animati in corsia AL CINEMA!

Cartoni animati in corsia AL CINEMA!

I cartoni animati nati in corsia sono usciti dalle corsie dell’Ospedale dei bambini e hanno iniziato il loro viaggio in giro per il mondo.
Il 6 marzo 2014 alle ore 21 presso il Cinema Nuovo Eden di Brescia, si è svolta la serata di presentazione dei 7 cortometraggi realizzati dai bambini e dai ragazzi in corsia e del video di documentazione, alla presenza di molti giovani e giovanissimi pazienti animatori accompagnati da famiglia e amici.
A malincuore non abbiamo potuto far entrare tutti coloro che erano in fila davanti alle porte del cinema…
In occasione della serata, organizzata in collaborazione con Bergamo Film Meeting, è stato consegnato il dvd contente i film d’animazione ed il backstage ai giovani autori, al personale ospedaliero, agli insegnanti della scuola in ospedale e ai sostenitori del progetto.
La serata si è conclusa con un ricco e colorato buffet di saluto in cui sono stati offerti al pubblico dolci della tradizione marocchina dell’Associazione Nonsolonoi di Rezzato e il molti frizzanti calici di bollicine Franciacorta di Cascina Clarabella, cooperativa sociale che ha sede ad Iseo.

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Una scelta difficile

Una scelta difficile

Mentre continuano i laboratori, sono in corso i preparativi per la serata in cui i Cartoni animati in corsia andranno AL CINEMA! Usciranno dai computer, dalle stanze, dai corridoi, dall’Ospedale e in una fanfara di musichette e rumorini raggiungeranno il Cinema Nuovo Eden, nel cuore della città di Brescia, per rincontrare i loro autori, le famiglie e tutti i cittadini del mondo che vorranno vederli in anteprima.

Per l’occasione stiamo preparando cartoline, pieghevoli, locandine che tra qualche giorno inizieranno a passare di mano in mano annunciando la bella notizia.

Come sempre in questi casi arriva il momento in cui è necessario scegliere un’immagine che racconti – in qualche modo – il percorso che insieme si è fatto.

Una e una sola immagine, un solo fotogramma. Uno! Uno tra (facendo un rapido calcolo…25minx60secx25…) 37.500!
Si tratta di una scelta a dir poco impegnativa.

Dopo lunghe riflessioni e animate discussioni questo fotogramma l’abbiamo scelto.

E’ un robot alato arancione, su fondo blu, con occhi verdi.
Un bambino incontrato nel reparto di Chirurgia pediatrica l’ha costruito con estrema cura e animato con grande passione.
E’ energetico, propulsivo, spaziale, cosmico.
E’ così forte che tutti gli altri personaggi se li porta nella pancia, in giro per il mondo e per tutte le galassie.

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Una parola bellissima

Una parola bellissima

Dove andranno mai a finire i personaggi di carta dopo che – mansueti – si sono lasciati animare dentro la Casetta dei cartoni? Noi ce li immaginiamo tra le lenzuola bianche dei lettini, sui comodini con le ruote tra una bottiglietta d’acqua e il cellulare, nelle tasche del pigiama, nella borsetta della mamma o nel portafoglio di papà, tra le pagine di un libro, nella scatola dei segreti. Alcuni poi – quelli più avventurosi – saranno forse sul cruscotto dell’automobile (o del camper), appesi ad una parete o al lampadario o alla finestra, in una camera d’albergo o dentro la valigia. Qualcuno di sicuro sarà anche nella raccolta differenziata. Ma c’è anche un altro posto dove amano nascondersi. E’ tra le pagine del nostro diario. Se ne stanno lì tranquilli a raccontarsi le avventure più incredibili..già perchè loro ne han viste proprio delle belle!

Ma sulle pagine del nostro diario si sono anche posate tante parole, quelle che i giovani pazienti animatori hanno deciso di lasciarci. E oggi ve ne sveliamo una che quando l’abbiamo trovata lì non ci potevamo credere. Una parola nuova, fresca, potente e bellissima. Eccola, nella sua frase che pure è meravigliosa:

“E’ stata un’esperienza bella e ricca di EMOTIVAZIONE. Per fare cartone animato niente di abbacchiato”. Shyfu

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In punta di dita

In punta di dita

Nei cartoni animati le mani dell’animatore non si vedono (quasi) mai, come non si vedono le mani del pittore in un quadro o quelle del falegname guardando un tavolo.
Eppure, la mano dell’autore – invisibile per chi guarda l’opera compiuta – lascia un’impronta indelebile e personalissima, proprio come se fosse una firma.

Nei cartoni animati in corsia le impronte sono tante, almeno quanti sono i personaggi e i dettagli che li caratterizzano. Mettiamo, per esempio, un elefante. Nelle mani di Gloria è color verde prato e si fa la doccia con il tè, è rosso e piccolino ma abilissimo a stare in equilibrio su due zampe l’elefante di Giampaolo, c’è il dino-elefante di Tomas, ha il tutù e si muove con grazia quello di Samar, ha la grinta di un leone quello giallo di Asia che salta attraverso il cerchio di fuoco ed è un energico percussionista l’elefante azzurro di Morgana e Nicola, elegante e variopinto quello di Oumayma.

Affusolate, cicciottelle, grandi o piccoline, ferme, lente, meticolose, veloci, entusiaste frettolose, allegre con unghie colorate o timide, nascoste, e poi all’improvviso, allegre spiritose e ballerine. Sono tutte diverse le mani dei giovani pazienti animatori. Ci sono quelle che esitano e quelle che strappano divertite la carta colorata e poi rallentano sulle curve, cercando una forma, come abili piloti. Mani che muovono con abilità e delicatezza i pezzettini di carta strappata e dita che fulminee fanno click.

Tutte queste mani, con l’aiuto fondamentale degli occhi, del pensiero e degli umori del momento, scelgono i colori, li abbinano, dai cartoncini rettangolari strappano via forme che unite le une alle altre formano i personaggi e gli sfondi e si avvicinano caute ed emozionate alla scatola luminosa chiamata “Casetta dei Cartoni” e al computer portatile che sta vicino.

Sullo schermo si vede tutto quello che succede sotto l’occhio attento della webcam, affacciata a testa ingiù ad un foro sul soffitto della Casetta. Si posizionano i personaggi nell’inquadratura e sulla tastiera del computer, con un click, si scatta la prima immagine.

Il tocco magico delle dita che spostano i personaggi e di quelle che fotografano, schiacciando al momento giusto il tasto invio, lasciano fuori campo le mani dell’animatore e le espressioni del suo viso e di chi assiste o aiuta. Fuori dall’inquadratura tutto quello che non si vedrà nel cartone animato: la stanza dell’ospedale, il letto o la sedia su cui si lavora, il tavolo o il comodino dove la casetta dei cartoni è appoggiata, i genitori o i maestri che osservano partecipi, il passaggio di infermieri e medici curiosi.

Di tutto questo brulicante fuori campo che resta invisibile, grazie a fortunati momenti di distrazione, saltano fuori le mani di chi ha realizzato l’animazione, intrappolate in qualche fotogramma.

Dopo tanti piccoli movimenti e tante fotografie, vedere che la carta strappata prende vita e si muove da sola, è un prodigio da mostrare orgogliosi ai primi spettatori a portata di mano, simile all’aver imparato ad andare in bicicletta…senza mani.

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Dietro al velo

Dietro al velo

In questi giorni stiamo lavorando nel reparto di Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza con un gruppo molto eterogeneo di giovani pazientissimi animatori. In questa foto si scorge – dietro al velo – il primissimo piano di una sposa.

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On the road

On the road

Il film di Alessandro racconta la storia di un automobilista. Ecco si, lui, quello della foto. Sulla sua giurassica automobile morde l’asfalto lasciandosi alle spalle chilometri e chilometri di colline verdi…quand’ecco stagliarsi all’orizzonte un semaforo. “Dai dai dai che passo…passo! Passo? Oh no! ROSSO!!!”. Frena. Aspetta. Aspetta…aspetta…aspetta. “Ma a che serve ‘sto coso? Da dove spunta?” Continua ad aspettare poi sbadiglia e poi ancora aspetta. Ma la pazienza, anche del più educato dei dinosauri, ha un limite. Chi ha ancora molta strada da percorrere non si lascia facilmente intimidire da un inutile semaforo rosso.

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Il mondo di Marta

Il mondo di Marta

In pediatria est incontriamo Marta che ha quasi 5 anni. Inizialmente non è molto convinta perché di solito la carta si taglia, si piega, ci si scrive oppure la si legge se è stampata…non si strappa. Però è curiosa e si lancia. Il primo strappo le suggerisce un possibile personaggio. Pezzo dopo pezzo costruisce un’enorme biscia fucsia, così lunga che dentro la Casetta dei cartoni non ci entra. Si alza salterina dal letto e raggiunge il set d’animazione. Capisce subito che non ci entra la sua biscia in quell’inquadratura così piccola, allora senza farsi troppi scrupoli la scompone e ripiega su un primo piano. Muove – clicca –muove – clicca –muove – clicca…la sua creatura striscia in campo e fa la lingua (luuuuunga). Marta inizia a divertirsi. Cala dall’alto anche un ragno che ha costruito la maestra: inizialmente la biscia se lo doveva pappare per merenda poi (ahimè!) prevale in buonsenso e i due se ne escono allegramente insieme.

Il piccolo film d’animazione è nato! Vediamo e rivediamo quei pochi e magici secondi. Marta ride e ci chiede se vogliamo vedere una cosa bellissima che non abbiamo mai visto. Non facciamo in tempo a dire “certamente!” che ha già preso un pezzo della ormai ex-biscia per trasformarlo in una siepe. Poi costruisce ancora siepi e qualche nuvola. Le nuvole sono strappi azzurri e la vegetazione strappi di diversi colori assemblati con la patafix. C’è anche un aeroplano (una sorta di sandwich multistrato) e qualche onda. E’ nato un paesaggio e lo fotografiamo mentre le sue mani piccole lo costruiscono posizionando i vari pezzi di carta nell’inquadratura. Ma Marta ha capito che le fotografie che scattiamo, in qualche modo, creano un tempo. Con un’energia fisica dirompente, Marta prende un cartoncino giallo – tutto intero – e lo mette in campo, un po’ in alto. Ci dice che è arrivato il sole. Poi un cartoncino azzurro e fa arrivare il mare, poi uno rosa e c’è il tramonto. Toglie il giallo e c’è la notte. L’azzurro passa in alto e il mare si specchia nel cielo. Ritorna il giallo, poi il verde, poi l’arancione, poi ancora l’azzurro. Una trasformazione incessante che Marta ci racconta attimo dopo attimo. E’ una creazione, una cosmogonia: tutto cambia sempre più velocemente. Marta non si ferma più!!! Dentro la Casetta passano le ore, i giorni, le stagioni, gli anni…ricorda un time-lapse dove tutto succede molto più velocemente che dal vero. Il sole non è più necessario che sia tondo. Il tramonto è un rettangolo arancione. Lo stesso cartoncino azzurro è il mare se è in basso e il cielo se è in alto. Quando e come finirà questo meraviglioso film? Vincenzo ha un’idea e le chiede: che cosa succede se arriva la neve? Marta capisce al volo e la neve copre ogni cosa.

Salutiamo la piccola forza della natura e sua mamma, usciamo dalla stanza e ci togliamo le mascherine. Altro che nevicata, siamo in un bagno di sudore.