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Per esempio #1

Realizzare un cartone animato favorisce i processi di simbolizzazione legati al racconto di sé e del proprio mondo interiore; il lavoro di gruppo moltiplica l’energia creativa e aiuta a modificare il proprio punto di vista

Per esempio… quella volta che le lacrime si mutarono in farfalle

Un gruppo di adolescenti in ospedale alle prese con un progetto che tocca tasti intimi, delicati. Ciascuna lavora individualmente, ma accade qualcosa che solo in superficie può apparire strano: nella maggior parte dei disegni, che presto diventeranno animazioni, compare il pianto… generato – chissà – da un sentimento di improvvisa tristezza, o da un senso di liberazione, qualcosa di nascosto che finalmente trova voce.

Martina osserva la sua animazione, in cui sul viso scorre qualche lacrima. Dice che non sa come continuare, che forse il suo lavoro finisce così. Paola è seduta accanto a lei, a sua volta alle prese con una nuvola e due grossi lacrimoni. Sbircia il lavoro della compagna e suggerisce: “potresti trasformare le gocce in farfalle”.

Ed è stato proprio così che Martina  ha concluso la sua animazione, attraverso un allegro e catartico svolazzare di ali. Succede spesso, in gruppo, che il punto di vista dell’altro ci sveli qualcosa di noi stessi che forse da soli non saremmo stati in grado di vedere. Ora che sappiamo che le lacrime possono trasformarsi in qualcosa di leggero, forse piangere sarà un poco meno pesante.

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Nella penombra animiamo la luce

Ormai da più di un mese, nel Reparto di Neuropsichiatria, i giovani pazienti animatori stanno lavorando ad un progetto che, è proprio il caso di dirlo, vedrà ben presto la luce!

Nelle poche immagini di documentazione che in questi mesi siamo riusciti a scattare (a differenza di quanto succedeva in passato, l’ingresso è consentito ad un solo operatore e diventa difficile curare anche questo aspetto durante il laboratorio) vediamo spesso i partecipanti con la penna in mano e lo sguardo – e il corpo! – immerso nella luce dello schermo. In queste che pubblichiamo oggi, la penombra dell’ambiente sembra sottolineare il campo energetico che si crea tra gli occhi, le mani e lo schermo. Vediamo, inevitabilmente, solo la superficie del mondo che ci circonda, ma spesso un dettaglio ci colpisce e apre una porticina verso l’interno. L’interno del soggetto fotografato oppure il nostro? Forse si tratta, in percentuale variabile, di entrambe le cose. Per chi ha esperienza del processo creativo (e quindi per tutti gli esseri umani!) non è difficile immedesimarsi nei protagonisti di queste foto, così presi dal disegno in fase, così dentro ad altri mondi! Ma grazie alla vicinanza, alla presenza fisica dei propri colleghi, del gruppo, anche in grado di stare in equilibrio tra mondo interiore e realtà. Una bella sfida, non solo per i pazienti della Neuropsichiatria!

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Tanti esempi di una buona pratica

Cartoni animati In Corsia muoveva i primi timidi passi nel 2012.

Da allora, con trepidazione ed entusiasmo, inevitabili difficoltà e momenti di grande gioia, di passi ne ha fatti molti. Negli anni abbiamo spesso riflettuto – e continuiamo a interrogarci – sulle motivazioni fondanti e specifiche del progetto: perché è così importante che continui a esistere, qual è il suo impatto sui piccoli e giovani pazienti, sulle loro famiglie e sulla comunità; quali sono i suoi limiti e quali invece le potenzialità ancora inesplorate…

Ne abbiamo parlato e parlato tra noi operatori, ci siamo confrontati con professionisti dei processi educativi e della relazione, abbiamo conosciuto esperienze analoghe seppur differenti; attraverso questo lavorìo di analisi e tessitura l’intuizione originaria si sta trasformando pian piano in un “sapere”, che è soprattutto un “saper fare” per quanto il patrimonio di conoscenze e valori che ci portiamo dentro è radicato nella pratica dei laboratori, senza i quali CIC non avrebbe ragione di esistere. Neppure il COVID ha cancellato questa pratica.

Ci sembra giunto il momento di condividere questo “saper fare”, coinvolgendo utenti e lettori in una riflessione sempre aperta. Vogliamo proporvi una rubrica con cadenza mensile in cui i “buoni motivi” che ci spingono a sostenere e far crescere il progetto verranno di volta in volta illustrati con aneddoti ed esempi di esperienze realmente vissute durante i laboratori, nel nostro quasi decennale lavoro sul campo.

La rubrica si chiamerà appunto “Per esempio…”, e siamo convinti che possa servire a renderci tutti più forti e consapevoli e a lavorare sempre meglio.

Ci sentiamo a febbraio!

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Un nuovo anno insieme

Il 31 dicembre 2020, nel reparto di Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza, è nato questo biglietto d’auguri animato. Sempre, in prossimità di capodanno, ci auguriamo buon anno… ma di che materia vorremmo fosse fatto il nostro prossimo futuro? Come deve essere l’anno che ci aspetta per essere buono?

A questa domanda il gruppo ha risposto con poche parole e tanti disegni. Il 2020 lo esorcizziamo con una classica e liberatoria 💩 e ci avviamo verso un 2021 petaloso e leggero.

Leggero ma non come una foglia al vento, come una nuvola in cielo trasportata dalle correnti d’aria.

Leggero come una farfalla che dopo un periodo di lenta ed invisibile trasformazione schiude faticosamente le ali e vola libera e bella verso prati, fiori e frutti tutti da gustare.

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Cosa portiamo con noi?

Il 4 dicembre, alle ore 15, siamo rientrati in Ospedale.

Abbiamo varcato l’ingresso principale, percorso il corridoio a piano terra e aperto la nostra stanza, preziosa base d’appoggio che condividiamo con gli insegnanti delle Scuole Superiori. Il nostro armadio pieno di materiali era lì, come anche il nostro carrello e la Casetta dei cartoni. Tutto a posto, ordinato come lo abbiamo lasciato mesi fa.

Alla parete il calendario del Civile, aperto sul mese di febbraio 2020… prima che il Coronavirus cambiasse le nostre vite.

Il tempo si è fermato? No, il tempo non si è fermato e in tutti questi lunghi mesi sono successe parecchie cose. Una di queste è che abbiamo rimodulato il progettoper renderlo sostenibile in quella che ormai tutti de$niscono Epoca Covid. Il lavoro a distanza ci ha messo nella condizione di ripensare completamente la proposta CIC, di riformulare non solo l’organizzazione e la tecnica, ma anche e soprattutto lamodalità per entrare in relazione con i singoli e il gruppo di pazienti, con il personale e la stessa struttura ospedaliera.
La sperimentazione CIC in TOUCH ci ha dato molto da fare e da pensare. Passare dalla stop-motion alla traditional animation non è stato semplice, per noi che crediamo sia importante proporre attività che mettano insieme digitale e cartoncino, pixel e colla, computer e pongo. Ma sappiamo che ogni limite può essere una risorsa: anche il collegamento in videoconferenza è diventato percorribile e interessante.

Ma ora che possiamo entrare fisicamente in reparto, metterci realmente a fianco delle giovani pazienti, sentire le loro voci e vedere i loro occhi, pur con tutte le importanti limitazioni imposte dalla Direzione, possiamo permetterci il lusso di volgere lo sguardo ai mesi scorsi e quantomeno capire ciò che vogliamo portarci dietro e ciò che preferiamo lasciare nel passato. Gli iPad, il disegno in fase, la realtà aumentata, il dialogo con le educatrici e il personale del Reparto che si è andato rafforzando sono tutti elementi di cui non potremmo fare più a meno.

E il collegamento a distanza? È stato molto utile, ma lo lasciamo ai periodi di emergenza.

Irene Tedeschi
Project manager e operatrice

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Un piccolo grande passo verso nuove storie

Chi si occupa di animazione lo sa bene: qualunque movimento, anche il più complesso, è in realtà composto da tanti minuscoli passi, tanti fotogrammi solo lievemente differenti tra loro che riprodotti in sequenza su uno schermo fanno muovere i personaggi della storia. Sta anche in questo il fascino dei cartoni animati, nella pazienza certosina di costruire, passo dopo passo, una incredibile magia.

L’abbiamo presa un po’ lunga per comunicarvi quella che per noi è una bellissima notizia: da venerdì 4 dicembre a un nostro operatore è stato concesso dalla Direzione dell’Ospedale del Bambini – ASST Spedali Civili di Brescia di tornare a condurre laboratori in presenza… naturalmente con tutti i limiti e le cautele che le norme di sicurezza richiedono. Per esempio, l’impossibilità di utilizzare materiali fisici (carta, pongo…), per esigenze di sanificazione: il laboratorio per ora si sta svolgendo “in touch”, con i tablet.
Inoltre, abbiamo al momento accesso unicamente al reparto di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza… ma ne siamo strafelici!

Come dicevamo sopra, quello che davvero conta è il primo passo, per quanto piccolo possa sembrare: è da quello che nuove storie possono incominciare.

E tutto il lavoro di sperimentazione dei laboratori a distanza? Leggi QUI cosa ci portiamo dietro (e cosa preferiamo lasciarci alle spalle)

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UN CALENDARIO A SOSTEGNO DEL PROGETTO

ATTENZIONE! I calendari sono terminati e non possiamo più accettare prenotazioni. Ci dispace non poter soddisfare tutte le richieste, ma possiamo farvi una controproposta! Scoprite QUI il libro Cuochi dell’anima di Carla Boglioni. Ricette per mangiare bene e fare del bene!

Avisco dà avvio ad una nuova campagna di raccolta fondi per finanziare l’edizione 2021 di Cartoni animati in corsia. Nell’edizione precedente ci aveva accompagnato l’ape di Andrea. Questa volta il nostro animale guida è il gatto. Sappiamo che il mondo si divide in due: chi li ama e chi preferisce i cani. Ma sappiamo anche che i nostri sostenitori sono in ogni caso più cinefili che cinofili e di sicuro non si lasceranno intimidire da due fusa e qualche MIAO. Soprattutto dopo aver letto il testo di Carla Boglioni, vice-presidente Avisco, che insieme al marito Germano Landriscina è anima e mente dell’iniziativa!

Ve ne proponiamo un breve estratto, nell’attesa che possiate leggerlo per intero sul nostro calendario, che saremo felici di farvi avere come reward di una donazione liberale intestata ad Associazione Avisco – IBAN IT23J0306909606100000007559

“In questo calendario il tempo è scandito, mese dopo mese, da dodici gatti. Tutti condividono una particolarità: durante la loro vita hanno incontrato un doloroso inciampo. Un urto, una caduta, una lacerazione, una rottura. I loro cocci sono stati amorevolmente ricomposti e le loro ferite, invece di essere nascoste, sono intenzionalmente evidenziate da una linea d’oro.

Insieme a tanti altri (per fortuna integri) fanno parte della mia collezione di gatti. Tutti si stanno preparando ad uscire di casa per diventare il contenuto di un’asta a beneficio del progetto Cartoni animati In Corsia (CIC) che Associazione Avisco conduce dall’anno 2012 presoo l’ospedale dei Bambini di Brescia.”

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SOSTIENI CIC!

#SOSTIENICIC è la campagna di raccolta fondi a favore del progetto Cartoni animati In Corsia.

Dal 2012 Avisco propone ai bambini e alle bambine, alle ragazze e ai ragazzi ricoverati nei Reparti dell’Ospedale dei Bambini, di inventare, costruire e animare il proprio film. Ne sono nati più di 60 in questi primi 9 anni di attività e tutti sono usciti fuori dalle stanze di degenza e hanno incontrato il pubblico in sala. Non solo al Nuovo Eden, che ha sempre ospitato l’anteprima, ma anche in numerosi festival nazionali e internazionali che in più di una occasione hanno ospitato i giovani autori e le loro famiglie, che hanno accompagnato e presentato il proprio film proprio come dei veri registi.

Nonostante durante la pandemia i laboratori in presenza siano stati sospesi, grazie alla collaborazione con la Direzione e con il personale del Reparto di Nauropsichiatria, abbiamo trovato il modo per mantenerne viva una parte, trasformandola in modalità a distanza. È nato così CIC in TOUCH, uno spin-off del progetto in chiave hi-tech, che ha coinvolto una ventina di giovani degenti durante i mesi estivi e invernali (leggi le testimonianze dirette di Marika, Maria e Vittoria, Giada e Silvia, l’operatrice Avisco che ha condotto il percorso).

Per proseguire nel nostro percorso abbiamo bisogno del sostegno economico di cittadini e aziende che ne condividono gli obiettivi ed i metodi. Se stai leggendo queste pagine speriamo che tu possa e voglia valutare la possibilità di contribuire al progetto.

Ci sono tanti modi per farlo, adatti a tutte le tasche! Il più semplice ed immediato è la donazione liberale , tramite contanti, assegno o bonifico bancario sul conto intestato a

Associazione Avisco
IBAN IT23J0306909606100000007559
Banca Intesa San Paolo SPA

Scopri tutte le altre possibilità QUI

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O di pianeta, T di gelato

Riceviamo e pubblichiamo con piacere l’articolo di Giada, che ha partecipato ai laboratori estivi, animando le lettera che compongono la frase BE WHO YOU WANT TO BE. Per noi operatori del progetto è sempre estremamente interessante leggere le riflessioni dei giovani pazienti. Tutte contengono alcuni dettagli che accendono lampadine ad illuminare pensieri rimasti in penombra. Oggi per esempio riflettiamo sulla scelta di partecipare ad un percorso di cui non si conosce con esattezza la fisionomia. Ci vuole molto coraggio, soprattutto in un momento come quello del ricovero, in cui di certo non siamo al massimo delle nostre potenzialità. Ringraziamo quindi Giada e le sue colleghe animatrici per aver superato i momenti di difficoltà e le educatrici con cui lavoriamo, che di sicuro in un progettoi a distanza come CIC in TOUCH hanno un’importanza fondamentale.

Quando mi trovavo in Ospedale mi hanno proposto di partecipare a un progetto. In un primo momento ero partita prevenuta poiché non avevo ben capito di cosa si trattasse. Dopo poco ci ho ripensato e mi sono detta: Perché non provarci? E così è stato.
Anche se non si è bravissimi nell’arte del disegno (ve lo dice una che è proprio negata a disegnare) è stato molto bello cimentarsi e provarci.
Durante il ricovero è stato proprio un passatempo e uno svago utile per distrarsi dai brutti pensieri.
Silvia è sempre stata molto chiara e brava a darci consigli per migliorare.
Ho incontrato anche Irene, già conosciuta in quarta elementare perché  avevo partecipato con lei  a questo progetto con il pongo (QUI il film realizzato con le quarte della Scuola primaria di San Zeno – NdR).

Insieme ad altre ragazze abbiamo realizzato un fantastico adesivo con scritto BE WHO YOU WANT TO BE e ogni lettera l’abbiamo fatta diventare un oggetto o un animale; io ho fatto diventare la O un pianeta e la T l’ho trasformata in un gelato. Per fare questo abbiamo usato un programma che si chiama Animation Desk e delle pennine specifiche.

Un aspetto negativo è stata un po’ la connessione non sempre efficace, ma altri problemi non ci sono stati. Sono molto contenta del lavoro che ho fatto e di aver avuto l’opportunità di partecipare.

Giada Rancati

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Porte aperte ai sogni

Diamo ora voce ad altre due giovani partecipanti al laboratorio CIC in Touch: Vittoria e Maria ci raccontano in modo sintetico ma molto personale come è stata la loro esperienza durante il workshop a distanza, e ciò che questo ha rappresentato per loro.

Grazie a voi ragazze, è stato bello lavorare insieme in un percorso tutto da esplorare!

VITTORIA

Innanzitutto voglio ringraziare Avisco per avermi aiutato a distrarmi durante il mio soggiorno in ospedale, ma soprattutto per avermi aperto le porte sul mio sogno di creare film d’animazione. Mi sono divertita molto durante il progetto, e nonostante avessi già partecipato a Cartoni animati in corsia ho trovato questa esperienza davvero diversa e innovativa. Ho apprezzato anche l’aiuto delle educatrici che provavano a cimentarsi anche loro nel progetto per poi dirci che non avevano capito… a quel punto abbiamo sentito il progetto ancora più nostro e unico. Il rapporto instaurato con le ragazze è stato molto bello: mi piacerebbe tenerci in contatto e magari mandarvi delle mie animazioni e chissà, magari invitarvi al cinema per un film d’animazione a cui parteciperò. Grazie ancora per tutto, un abbraccio e un saluto da Vittoria

MARIA

Questo progetto non è stato per me solamente una fonte di svago, ma mi sono divertita a creare cartoni animati e animazioni interattive che hanno reso il tutto più interessante.

Senza questo progetto non mi sarei divertita e con l’aiuto di Silvia e Irene sono riuscita a realizzare un fantastico progetto che verrà esposto prossimamente attraverso degli adesivi.